No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence.

20140613

Ungheria - Maggio 2014 (6)

Terminato il momento del Memento, mi dirigo verso l'albergo che ho prenotato, abbastanza in periferia, non lontano dall'aeroporto. Lambisco il traffico della capitale, il che mi permette, in un momento di coda, di fare questa foto al nuovo stadio in costruzione.

Arrivo all'albergo e mi piazzo. Zona periferica costellata di case vecchie o di casermoni in stile ex comunista; in effetti, in molte zone Budapest mi ha ricordato Varsavia.


Il tempo, come potete vedere tra l'altro, è ancora bruttino. L'albergo non è granché, camere grandissime tipo appartamento arredate in maniera molto povera, ma rifiniture decisamente vecchie; però c'è una cosa molto positiva: il parcheggio sotterraneo nello stesso stabile dell'albergo. Contatto la guida che ho prenotato per i giorni successivi, ci diamo l'appuntamento per l'indomani mattina. Chiedo alla reception di indicarmi un posto per mangiare tipicamente ungherese, me lo fornisce. E' l'Olveczky, locale effettivamente frequentato esclusivamente da locals (una cena di un gruppo di lavoro, due coppiette in uscita galante, qualche altro cliente, e una sorta di "pianobar" ungherese - vi raccomando la versione de L'italiano di Cutugno in lingua magiara - agghiacciante), molto vicino all'albergo, nel quale entro, mi siedo, e mi metto nelle mani della cameriera, che mi serve questo piatto.


Strato di patate arrosto sotto, ricca braciola di maiale sopra, e, ancor più su, cipolla fritta fine fine. Un bel birrone locale e via. Il problema è che la felpa che ho indosso, quando torno in albergo, sembra essere stata fritta insieme alla cipolla.
La mattina dopo, domenica, mi alzo e mi colaziono (davvero risicata quella fornita dall'albergo, devo dire), mi metto in macchina e mi dirigo verso il centro. La guida mi ha assicurato che la domenica il parcheggio in centro è libero e non c'è molto traffico. Punto il gps, arrivo vicino al punto d'incontro, parcheggio spero bene, e aspetto. Dopo qualche minuto e un sms arriva Peter, in realtà il marito della guida "trovata" in rete e contattata, ma anche lui parlante un ottimo italiano. Un ragazzone giovane e simpatico, che fuma quasi come un turco ma ce la mette tutta per evitare forse essendo convinto di darmi fastidio. Il giro è organizzato da lui, tutto con mezzi pubblici e by foot. Alcuni scatti dal centro di Buda, Piazza degli Eroi e Parco del millennio.





Nessun commento: