No pain. The world is a wonderful whisper for those who can listen, if necessary in silence. (jumbolo)

20160825

Purple Rain

Mutoid Man, Karl Mark Was A Broker, Operazione Galattica Interspaziale (O.I.S.), DSW, sabato 14 agosto 2016, Castellina Marittima, Musica W

Dopo qualche anno, torno a Musica W, ancora una volta il cartellone mi convince, soprattutto per un paio di chicche straniere. Dopo un paio di panini e qualche saluto random, si parte con i DSW, da Lecce, che sembrano una cover band dei Kyuss che suona inediti. Per aprire, vanno più che bene. Proseguono gli Operazione Intergalattica Spaziale OIS, non ho capito bene da dove vengono ma probabilmente dall'Emilia, e anche loro sono sullo stoner, virato in chiave space-psycho, ogni tanto ricordano perfino i Battles. Dopo di loro i pistoiesi Karl Marx Was A Broker, power trio che regala pezzi completamente strumentali con un imponente muro del suono, e si aggirano tra metal, industrial, post punk. Professionali, con immagini "da regime" proiettati sullo sfondo, seppure non sia facile "digerire" quasi un'ora di musica totalmente senza cantato, convincono. Mi accorgo pure che hanno un discreto seguito.
E adesso, il clou della serata: Mutoid Man, la band formata da Stephen Brodsky (Cave In) chitarra e voce, Nick Cageao al basso, e dal fantasmagorico batterista Ben Koller (Converge, e moltissimi altri progetti), ai quali rimane poco più di un'ora per far impazzire il forse migliaio di presenti. L'atmosfera è rilassata, ma i tre fanno immediatamente capire la differenza tra le band italiane, anche le più professionali, e la cultura rock anglosassone: Stephen prende immediatamente in pugno il pubblico, e la band apre nientemeno che con un trattamento speciale di Purple Rain del compianto Prince. A ruota, il "singolo" Bridgeburner, e poi via via una decina abbondante di pezzi estratti ovviamente dai loro due lavori Helium Head e Bleeder. Apice quando il trio "sodomizza" (l'introduzione di Stephen dice proprio così) Don't Let Me Be Misunderstood, presente in Helium Head, che loro presentano come pezzo dei The Animals di Eric Burdon, ma in realtà in origine fu scritto da Benjamin, Caldwell e Marcus per Nina Simone. Brodsky e Cageao si scambiano pure gli strumenti, mentre Koller rimane dietro le pelli a deliziare chi si intende un poco di batteria. Per farvela breve, i Mutoid Man sono un rullo compressore tecnico e perfino melodico il giusto: di sicuro non una band per fare innamorare una ragazza, ma di certo quello che ci vuole per sfogare la rabbia. Gran concerto.


Three italian band, DSW, Operazione Intergalattica Spaziale OIS, and Karl Marx Was A Broker, the first two more stoner-oriented, the third one more original, represented the starter to the Mutoid Man gig of this Saturday summer Night at Musica W festival, in Castellina Marittima. The extraordinary band composed by Stephen Brodsky (Cave In), guitar and vocals, Nick Cageao on bass, and the supreme Ben Koller (Converge) on drums, opens with a massive cover version of "Purple Rain" by Prince, and proceed with Brodsky that kept the audience in his hand. Good versions of tracks from their two works, "Helium Head" and "Bleeder", a little more of one hour of concert, and a devastating version of "Don't Let Me Be Misunderstood", with an "hardcore" introduction by Brodsky ("and now we want to brutalize a song from one of our favourite bands, Eric Burdon's The Animals, and to brutalize I mean fuck it in the ass until it bleed..."), they have been appreciated by all the people in the little arena: Mutoid Man are great.

20160824

Magia

The Magic - Deerhoof (2016)

E' sempre tempo di scoperte, o di ri-scoperte, in campo musicale, per chi vuole quantomeno rallentare il processo di invecchiamento delle cellule cerebrali. Questo nuovo The Magic è il primo disco che ascolto dei Deerhoof, nonostante sia più o meno il loro diciassettesimo, contando live e sperimentazioni varie (il loro debutto, pensate, risale al 1997 con The Man, The King, The Girl). Hanno una storia variegata, hanno "navigato" tra i generi, hanno subito alcuni cambi di formazione, hanno influenzato parecchi altri artisti (li citano St. Vincent, Foo Fighters, Stereolab, of Montreal, Los Campesinos, ma secondo me, per dirne una, i Battles devono loro molto), e probabilmente, se voleste paragonarli a qualche altra band, quantomeno a livello concettuale, potremmo riferirci ai Talking Heads. Il loro stile è senza dubbio caratterizzato dalla voce di Satomi Matsuzaki, unitasi alla band nel 1995, poco dopo gli inizi, e una settimana dopo il suo arrivo negli USA, adesso sposata con il batterista e unico membro fondatore superstite Greg Saunier, anche lui alla voce ogni tanto; tornando allo stile, potremmo senz'altro definirlo, come fanno altri, noise punk, ma ascoltandoli, vi accorgerete che c'è dell'altro.
Melodie sopraffine, attacchi frontali uniti a testi divertenti (ascoltare attentamente Kafe Mania!), maestria distribuita a piene mani, per una band ancora oggi, dopo oltre 20 anni di carriera costellata da collaborazioni di ogni tipo, troppo sottovalutata.



It's always the discoveries time, or re-discoveries, in music, at least for those who want to slow down the aging process of the brain cells. This new "The Magic" is the first album that I listened from Deerhoof, although it is more or less their seventeenth, counting live and various experiments (their debut, think about it, was in 1997 with "The Man, The King, The Girl"). They have a varied history, they have "surfed" between the genres, have undergone some changes, have influenced many other artists (they are cited by St. Vincent, Foo Fighters, Stereolab, of Montreal, Los Campesinos, but in my opinion, to say one name, Battles have a lot to do with them), and probably, if you wanted to compare them to some other band, at least at the conceptual level, we could refer to the Talking Heads. Their style is undoubtedly characterized by the voice of Satomi Matsuzaki, that joined the band in 1995, shortly after the beginning, and a week after his arrival in the US, now married to the drummer and only "surviving" founder member Greg Saunier, who is also the singer occasionally; returning to the style, we could certainly call it, as others do, noise punk, but listening to them, you will find that there's more.
Wonderful in melodies, frontal attacks combined with funny lyrics (listen to "Kafe Mania!" carefully), technique masterfully distributed by the handful, for a band today, after more than 20 year career punctuated by collaborations of all kinds, still too underestimated.

20160823

Buh!

Boo Hoo Hoo - No Sinner (2014)

Nell'attesa di riuscire a trovare il nuovo disco Old Habits Die Hard, della band canadese No SInner, ben recensito da qualche parte, saputo che il debutto era uscito nel 2014, sono andato intanto ad ascoltarmi questo Boo Hoo Hoo. In realtà era uscito nel 2012 con sei pezzi, poi ri-edito con altri tre pezzi, appunto, nel 2014. Bene, la band nasce come back-up band di Colleen Rennison, canadese di Vancouver, 28enne anche attrice, poi diventa una vera band con altri tre componenti fissi. La farò molto breve: a livello musicale, siamo sul semplicissimo, ma sempre ben accetto, blues rock, fatto benissimo, pezzi accattivanti e dall'ottimo tiro. A livello vocale, la Rennison vi stupirà. Ho sentito, nel suo timbro e nel suo stile, solo per rimanere su esempi "recenti", sfumature di Joss Stone ma pure di Amy Winehouse. Capirete che il tutto acquista un valore superiore. Curioso.



While waiting to be able to find the new album "Old Habits Die Hard", by the Canadian band No Sinner, well-reviewed somewhere, knew that the debut was released in 2014, I went to listen to this "Boo Hoo Hoo". Was actually released in 2012 with six pieces, then re-published with three other pieces, in fact, in 2014. Well, the band began as a back-up band of Colleen Rennison, Canadian Vancouver, 28-year old, also actress, then it becomes a real band with three other fixed components. I will do it very short: at musical level, we are on the simple, but always welcome, blues rock, well done, eye-catching pieces and great shot. A voice level, Rennison will amaze you. I heard in her tone and in her style, just to stay on "recent" examples, Joss Stone shades, but also of Amy Winehouse. You'll understand that everything acquires a higher value. Curious.

20160822

Il fiume

The River - Bruce Springsteen (1980)

Premessa
Come avrete notato, spesso cito gli "amici musicali", conosciuti appunto tramite passioni musicali comuni; tra questi, Monty, che come Iacopino, ha una passione smisurata per Bruce Frederick Joseph Springsteen, detto The Boss. Tempo fa, scherzando (come quando io lo definii "uno che ascolta musica di merda, ma lo fa con mirabile convinzione" o qualcosa del genere), dichiarò che "aspettava una mia recensione sul Boss, dopo di che, poteva poi morire felice. Ho deciso quindi di portarmi avanti, e di accontentarlo (sulla rece). In realtà, da appassionato vero di tutta la musica, non ho mai sposato la venerazione verso Bruce, ma pur non avendo mai seriamente ascoltato un suo disco, ho avuto modo, nel corso degli anni, di apprezzare molte sue canzoni. Questo ascolto abbastanza approfondito, quindi, serve a me prima di tutto, per cominciare ad aprire orizzonti inesplorati.
Svolgimento
Il quinto disco di Springsteen, uscito nel 1980, segue due già grandi successi, Born to Run (1975) e Darkness on the Edge of Town (1978). Questo "credito", probabilmente, gli permette di osare un doppio disco (quasi 83 minuti di musica per 20 canzoni). Evidentemente in stato di grazia, il disco è costellato di pezzi memorabili, che dimostrano, se ancora ce ne fosse stato bisogno, il segreto del successo planetario dell'ex ragazzo del New Jersey: pezzi robusti ma orecchiabili e mai troppo pesanti a livello di suono, che pescano a piene mani dalla tradizione statunitense (country, folk, americana, rock 'n' roll e un pizzico di blues), e testi che, anche nei pezzi apparentemente meno impegnati, rivelano sempre un'attenzione speciale alla working class. Lui stesso, in un'intervista, disse che "la mia musica ha sempre voluto misurare la distanza tra la realtà e il sogno americano". La canzone che dà il titolo all'album ne è un semplice ma mirabile esempio, e mi ha sempre affascinato ancor prima di essere in grado di comprenderne il testo.
Come dicevo, pezzi memorabili. Non sono necessariamente quelli che osannano i fan, o quelli che l'artista non omette mai dalle scalette, ma di certo quelli che ascolto molto molto volentieri: Sherry Darling, Two Hearts (forse la mia preferita, perfetto esempio di come le tastiere possano essere glam e rock allo stesso tempo, e anche il rock non hard possa affascinare), Independence Day, Out in the Street, Crush On You, la già citata The River, Point Blank, Cadillac Ranch, Stolen Car, Drive All Night, giusto per non citarle proprio tutte.
Qualcuno ha definito The River una pietra miliare. E' probabile sia nel giusto.



Premise
As you may have noticed, I often quote the "musical friends", known precisely through common musical passion; among these, Monty, who as Iacopino, has a huge passion for Bruce Frederick Joseph Springsteen, aka The Boss. Some time ago, joking (as when I defined him "one who listens to shitty music, but does so with admirable conviction" or something like that), declared that "waiting for your review on The Boss, after which I could then die happy". I decided then to take the bet, and to satisfy him (about the review). In fact, as a true lover of all kind of music, I never married the veneration of Bruce, but despite having never seriously listened to his record, I got to, over the years, to appreciate many of his songs. This quite thorough listening, then, serves to me first of all, to begin to open unexplored horizons.
Execution
The fifth Springsteen album, released in 1980, follows two already big hits, "Born to Run" (1975) and "Darkness on the Edge of Town" (1978). This "credit" probably allows him to dare a double album (nearly 83 minutes of music for 20 songs). Evidently in a state of grace, the album is full of memorable tracks that prove, if proof were still needed, the secret of global success of former New Jersey boy, sturdy pieces but catchy and not too heavy in sound, that takes with both hands by the US tradition (country, folk, americana, rock 'n' roll and a pinch of blues), and lyrics that, even in the seemingly less committed tracks, always reveal a special attention to the working class. He himself, in an interview, said that "my music has always wanted to measure the distance between reality and the American dream". The title track it is a simple but wonderful example, and has always fascinated me even before being able to understand the lyrics.
As I said, memorable pieces. They are not necessarily those hailed by the fan, or those that the artist never omit from the set list, but certainly those who I listen very willingly: "Sherry Darling", "Two Hearts" (perhaps my favorite, a perfect example of how the keyboards can be glam and rock at the same time, and also the not-so-hard rock can fascinate), "Independence Day", "Out in the Street", "Crush on You", the aforementioned "The River", "Point Blank", "Cadillac Ranch", "Stolen Car", "Drive All Night", just to not quote them all.
Some have called "The River" a milestone. And he likely was right.

20160821

La sposa

The Bride - Bat for Lashes (2016)

Il quarto disco di Natasha Khan aka Bat for Lashes è uno strano concept album, che parla di una sposa, il cui promesso muore nel giorno delle nozze, in un incidente d'auto. La sposa decide ugualmente di andare in luna di miele, per elaborare il lutto. La 36enne inglese, figlia del campione pakistano di squash Rehmat Khan, non si è fermata qua: oltre ad un paio di video diretti da lei stessa, ha fatto promozione al nuovo disco facendo un piccolo tour in alcune chiese, chiedendo ai fan che avevano intenzione di assistere ai concerti, di presentarsi in abiti formali, per attenersi al tema del matrimonio.
Il disco è interessante e, come la musica di Bat for Lashes, intenso ed emozionale. Non tocca forse le vette del precedente, bellissimo, The Haunted Man, e non ci sono pezzi esageratamente belli come Laura, ma senza dubbio è un disco che conferma la crescita della ragazza, su un percorso molto personale, e decisamente coraggioso.



The fourth album of Natasha Khan aka Bat for Lashes is a strange kind of concept album, about a bride, whose groom dies on their wedding day, in a car accident. The bride decides to go alone on a honeymoon, to mourn and to elaborate the grieve. The 36-year old English singer-composer, daughter of Rehmat Khan, Pakistani squash champion, did not stop here: in addition to a couple of videos directed by herself, did promoted the new album by a small tour in some churches, asking fans who wanted to attend the concerts, to show up in formal clothes, to keep to the subject of marriage.
The album is interesting and, like the music of Bat for Lashes, intense and emotional. It did not touch, maybe, the previous peaks, beautiful, "The Haunted Man", and there are not outrageously beautiful pieces as "Laura", but no doubt is a work that confirms the growth of the girl, on a very personal journey, and very brave.

20160820

Gocce di Giove

Mi piace cazzeggiare su youtube. Si trovano un sacco di curiosità. Questa mi è piaciuta, sapete che la ragazza mi piace non solo esteticamente.

20160819

It Sounded Nicer in My Head

Orange is the New Black - di Jenji Kohan - Stagione 4 (13 episodi; Netflix) - 2016

Caputo è promosso a Director of Human Activity, un po' come direttore del carcere, ma anche no. Cerca nuovi secondini per far rientrare l'allarme delle detenute uscite dalla recinzione, e quasi tutte nel laghetto lì vicino a farsi il bagno. Tra i nuovi secondini, Piscatella spicca: un omone enorme che è molto osservante delle gerarchie, obbediente, attento alla sicurezza, temuto dalle altre guardie e dalle detenute. Caputo lo nomina nuovo capo delle guardie.
Maureen vuole approfittare per scappare dal carcere insieme a Suzanne, ma quest'ultima non è della stessa opinione, e torna indietro. Maureen viene ripresa dalle guardie e da Caputo. Arrivano nuove detenute, e sono faticosamente integrate con le "vecchie", creando un problema di sovraffollamento (risolto con letti a castello). La compagna di letto di Red russa pesantemente, e Red non riesce a dormire per giorni. Judy King, una celebrità televisiva protagonista di un seguitissimo programma di cucina, entra come prigioniera a Litchfield per frode fiscale, e lega subito con Luschek. Dato il ritorno mediatico negativo che potrebbe scaturire dal soggiorno della King, le viene assegnata una stanza singola, e un trattamento riservato. Alex viene aggredita da Aydin Bayat, un uomo di Kubra infiltratosi come secondino, e Lolly la salva prendendo a calci ripetutamente l'uomo fino a renderlo incosciente. Le due suppongono che sia morto, Alex prova a seppellirlo nella serra ma si rende conto che respira ancora, per cui lo soffoca fino ad ucciderlo. La mattina seguente, Frieda ha scoperto il corpo; con il suo aiuto, Alex e Lolly smembrano il corpo stesso, e lo seppelliscono nell'orto.

Orange is the New Black è un'altra delle bellissime cose che la tv ci ha regalato negli ultimi anni. La serie ha avuto flessioni di critica e pubblico tutto sommato leggere, ma sicuramente quest'ultima stagione ha convinto tutti. La serie ormai ha relegato la protagonista Piper Chapman a comprimaria, e tutte le altre inmates hanno ampi spazi, sia "attuali" che raccontandoci la loro vita prima di Litchfield con i flashback mai inseriti a caso. Fluidità estrema, divertimento, giallo e nero, grandissime prove recitative, una delle serie più corali mai viste. Rinnovata per la quinta, la sesta e la settima stagione. E siamo tutti contenti.

"Orange is the New Black" is another of the beautiful things that TV has given us in recent years. The series has had a critical bending and audience not too serious, afterall, but certainly this last season has convinced everyone. The former main character Piper Chapman is now relegated as almost supporting actors, and all the other inmates have plenty of space, both "current", that telling their life before Litchfield with flashbacks never inserted at random. Extreme fluidity, fun, thriller and noir, enormous recitative proofs, one of the most choral series we've ever seen. Renewed for the fifth, sixth and seventh season. And we're all happy.

20160818

Like a Carnival

Come i Carnevali - Bobo Rondelli (2015)

Come i Carnevali sarebbe il decimo disco di Bobo, se si contano i quattro con l'Ottavo Padiglione. Non c'è una vera e propria "crescita", ma quel che è sicuro è che Bobo riesce sempre a coniugare bellezza cristallina (Nara F., ovviamente dedicata alla madre, scomparsa due anni fa (quindi un anno prima dell'uscita di questo disco) e amarezza mascherata da attitudine cazzara (Autorizza Papà, che probabilmente riassume il suo rapporto coi figli, dopo il divorzio). Arrangiamenti fin troppo levigati, prodotto dall'amico Filippo Gatti, in alcuni pezzi c'è lo zampino di Francesco Bianconi dei Baustelle, il disco, già dal titolo, fa riferimento a Emanuel Carnevali, poeta maledetto di origine fiorentina, vissuto in miseria per lunghi anni negli USA. Qua c'è il vero significato profondo del lavoro che continua a fare Bobo: lo studio e la "prosecuzione" di quel sentiero tracciato da gente come Carnevali ma anche Piero Ciampi. Carnevali e Ugo's Dilemma (che ci trovi pure i vetri) ne sono brillanti esempi. Molti continuano a considerare Bobo un coglionazzo spesso ubriaco (e magari è pure così), ma quando qualcuno intitola un pezzo Maestro Goldszmit, ispirato a Janusz Korczak, c'è di che riflettere. Cielo e terra è ispirato alle Notti bianche di Dostoevskij, e La voglia matta al Conte Mascetti di Amici Miei.
Il disco è uscito nel marzo del 2015, nel frattempo (da poco) è già uscito Bobo Rondelli canta Piero Ciampi.



"Come i Carnevali" would be the tenth of Bobo album, if you count the four with the Ottavo Padiglione. There is not a real musical "growth", but what is certain is that Bobo always manages to combine crystal beauty ("Nara F.", obviously dedicated to his mother, who died two years ago (then one year before of this record) and masked bitterness from who-gives-a-shit attitude ("Autorizza Papà", which probably sums up his relationship with the children after the divorce). The production is maybe too clean, done by his friend Filippo Gatti, in some parts there is a hand from Francesco Bianconi of Baustelle, the album, starting from the title, refers to Emanuel Carnevali, damned poet of Florentine origin, lived in misery for years in the US. Here's the real deep meaning of work that continues to make Bobo: the study and the "continuation" of the trail blazed by people like Carnevali but also Piero Ciampi. "Carnevali" and "Ugo's Dilemma (che ci trovi pure i vetri)" are bright examples. Many continue to view Bobo as a drunk asshole (and maybe it is even so), but when someone intitle a track "Maestro Goldszmit", inspired by Janusz Korczak, there is definitely to reflect about it. "Cielo e terra" was inspired by Dostoyevsky's "White Nights", and "La voglia matta" to the Conte Mascetti of "Amici Miei".
The album was released in March of 2015, in the meantime (recently) is already out "Bobo Rondelli canta Piero Ciampi".

20160817

Sangue fresco

Fresh Blood - Matthew E. White (2015)

Secondo album di Matthew E. White, Fresh Blood, del quale vi parlo con ritardo colpevole (è uscito nel marzo del 2015), dopo il debutto solista del 2012 Big Inner. Niente di particolarmente nuovo rispetto, appunto, a quel debutto, bei pezzi, orecchiabili e ben scritti, un calderone che ingloba jazz, rock, americana, gospel e soul, testi simpatici con riferimenti religiosi. Vi sorprende se lo ascoltate per la prima volta, ma se come me, conoscete già il suo lavoro, passa un po' inosservato, seppure il personaggio potrebbe dare lezioni di songwriting a molti altri.



Second album by Matthew E. White, "Fresh Blood", which I speak with improper delay (it was released in March 2015), after the solo debut of 2012 "Big Inner". Nothing particularly new respect, in fact, at that debut, catchy tracks and well written, a cauldron that incorporates jazz, rock, americana, gospel and soul, fancy text with religious references. It can surprises you, if you are hearing it for the first time, but if like me, you already know his work, goes a bit unnoticed, even if the character could give songwriting lessons to many others.

20160816

Valuta dell'uomo

Currency of Man - Melody Gardot (2015)

Oltre un anno dopo la sua uscita, riesco finalmente a parlarvi del quarto disco dell'artista statunitense, una delle poche che riesce a farmi ascoltare jazz senza fatica. L'ennesimo bellissimo disco, costellato di canzoni delicatissime ed eccezionali per fattura, intensità, scrittura, testi e prove vocali e strumentali. Oltre alle classiche influenze di jazz, blues e bossa nova, Gardot si lascia conquistare dalla black music, gospel, funky e soul, ed affronta il tema scottante del razzismo: il singolo Preacherman è ispirato alla triste pagina di storia americana riguardante la morte di Emmett Till. La black music è evidente in pezzi quali It Gonna Come, She Don't Know, Same To You, la già citata Preacherman, mentre negli altri l'artista torna ai classici standard jazz, scrivendo altri gioiellini quali Morning Sun, If Ever I Recall Your Face, lo struggente strumentale After the Rain, e la mia preferita, la straordinaria Once I Was Loved, da brividoni. Ancora una volta, bravissima.



Over a year after its release, I can finally talk about the fourth American artist album, one of the few who can make me listen to jazz effortlessly. The yet another beautiful album, dotted with delicate and exceptional songs for workmanship, strength, writing, lyrics, vocal and instrumental proofs. In addition to classic jazz influences, blues and bossa nova, Gardot was been conquered by the black music, gospel, funk and soul, and deals with the burning issue of racism: the single "Preacherman" is inspired by the sad American history's page about the death of Emmett Till. Black music is evident in tracks like "It Gonna Come", "She Don't Know", "Same To You", the aforementioned "Preacherman", while in the other, the artist returns to the classic jazz standards, writing other gems such as "Morning Sun", "If Ever I Recall Your Face", the poignant instrumental "After the Rain", and my favorite, the extraordinary "Once I Was Loved", that gives me super-chills. Again, very very good.

20160815

Resistance

Resistenza - Neffa (2015)

Ci ho pensato su un bel po'. Ho ascoltato tutte le critiche. Ho tirato le somme. Ricapitolo un momento: fare il batterista (uno dei molti) dei Negazione è stato un caso, ma a quei tempi era dentro l'hardcore punk italiano. Ha partecipato all'esistenza dei Sangue Misto, seminale posse hip hop che ha lasciato ai posteri un pezzo profetico quale Lo straniero. Ha scritto probabilmente la più bella canzone d'amore moderna italiana, Aspettando il sole. Rileggo la mia recensione sul precedente Molto calmo, e mi accorgo che forse, mi sono sbagliato. Un artista deve fare cosa cazzo gli pare, se non ha voglia di "essere impegnato", va accettato, se vuole svariare attraverso i generi, va ascoltato e stop. Se ti piace bene, altrimenti vai da un'altra parte. Giovanni possiede una poliedricità assoluta, e nonostante il timbro non esattamente da "cantante confidenziale" (traduzione italiana di crooner), ci prova e si diverte. In questo ultimo Resistenza, si diverte a scrivere canzoni d'amore di vario genere, soprattutto rivolte ai generi passati, fino ad osare un rifacimento di 'O sarracino, nientemeno di Renato Carosone, tra l'altro niente male (ottimo il napoletano, del resto Neffa, come ripeto sempre, viene da Scafati, provincia di Salerno). Ascoltatelo senza preconcetti, e troverete che neppure il tanto bistrattato singolo Sigarette è così male.



I thought about it a lot. I heard all the criticism. I pulled the sums. Recapitulate a moment: do the drummer (one of many) of Negazione was a coincidence, but in those days he was within the Italian hardcore punk. He participated to the existence of Sangue Misto, seminal hip hop posse who left to posterity a prophetic piece as "Lo straniero". He has probably written the most beautiful song Italian love song of the modern times, "Aspettando il sole". I re-read my review on the previous "Molto calmo", and I realize that maybe I was wrong. An artist must do what the fuck he wants, if he has no desire to "be engaged", it should be accepted, if he wants wander across genres, should be listened to, period. If you like him, good, otherwise go somewhere else. Giovanni Pellino aka Neffa owns an absolute versatility, and despite the vocal timbre does not exactly the one of a crooner, he try and has fun. In this last album, "Resistenza", enjoys writing love songs of various kinds, especially of the past genres, until to dare a remake of "'O sarracino", nothing less that from Renato Carosone, among other things pretty good (great Neapolitan, Neffa, at the end of the day, as I always say, comes from Scafati, province of Salerno). Listen without prejudice, and you will find that even the much-maligned single "Sigarette" is not so bad.

20160814

La signora in oro

Lady in Gold - Blues Pills (2016)

Lady in Gold, riferimento "diverso" alla morte, è il secondo album della band svedese Blues Pills, capitanata dalla cantante Elin Larsson, coadiuvata da Dorian Sorriaux alla chitarra, Zach Anderson al basso, e da André Kvarnstrom alla batteria. Gli svedesi si ispirano ad un hard rock di fattura vintage, mescolato con la psichedelia ed il soul alla Janis Joplin, facendosi forza della bella voce della Larsson, forte e pulita.
Disco ben suonato, pezzi ben congegnati, ma dal mio punti di vista, come già per altre band del genere, troppo levigato, fin troppo catchy, e la voce della Larsson non si confà a chi cerca ruvidità. Può piacere, comunque.



"Lady in Gold", "different" reference to the death, it is the second album of the Swedish band Blues Pills, led by female singer Elin Larsson, assisted by Dorian Sorriaux on guitar, Zach Anderson on bass, and André Kvarnstrom on drums. The Swedes are inspired to a vintage hard rock, mixed with psychedelia and soul, as Janis Joplin did, taking advantage from the beautiful voice of Larsson, strong and clean.
Well played album, well-designed tracks, but from my point of view, as it was for other bands like that, too slick, too catchy, and the Larsson voice does not suit to those seeking roughness. You can like it, anyway.

20160813

Quasi amante



Your fingertips across my skin
The palm trees swaying in the wind
Images

You sang me Spanish lullabies
The sweetest sadness in your eyes
Clever trick

I never want to see you unhappy
I thought you'd want the same for me

Goodbye, my almost lover
Goodbye, my hopeless dream
I'm trying not to think about you
Can't you just let me be?
So long, my luckless romance
My back is turned on you
I should've known you'd bring me heartache
Almost lovers always do

We walked along a crowded street
You took my hand and danced with me
Images

And when you left you kissed my lips
You told me you'd never ever forget these images, no

I never want to see you unhappy
I thought you'd want the same for me

Goodbye, my almost lover
Goodbye, my hopeless dream
I'm trying not to think about you
Can't you just let me be?
So long, my luckless romance
My back is turned on you
I should've known you'd bring me heartache
Almost lovers always do

I cannot go to the ocean
I cannot drive the streets at night
I cannot wake up in the morning
Without you on my mind
So now you're gone and I'm haunted
And I bet you are just fine
Did I make it that easy
To walk right in and out of my life?

Goodbye, my almost lover
Goodbye, my hopeless dream
I'm trying not to think about you
Can't you just let me be?
So long, my luckless romance
My back is turned on you
I should've known you'd bring me heartache
Almost lovers always do
===========================
"I should have known you would bring me heartache/almost lovers always do". Che parole sagge, e al tempo stesso alberoniane, nel senso di ovvie al cento per cento. Epperò, noi romanticoni, ci caschiamo sempre.

Per fortuna, è qualche anno che non ci casco. Non è detto che sia un bene, lo so. Vabbè, non la voglio fare troppo lunga. Stasera sono in vena, e non è detto che lo sarò tra tre mesi (sto scrivendo queste righe il 31 ottobre 2015), quindi dedico questa bella canzone, della quale mi innamorai subito al primo ascolto, a tutti i miei almost lover. Avrei dovuto sapere che mi avreste portato solo mal di cuore, i quasi amanti lo fanno sempre. Eppure, vi ho amato ugualmente, mie quasi amanti. Voi no, ma io si. E, in un certo qual modo, continuerò a farlo. Almost lovers always do.

20160812

Where Is Mario?

Dov'è Mario? - Scritta da Corrado Guzzanti e Mattia Torre, diretta da Edoardo Gabbriellini (2016) - Miniserie in 4 episodi - Sky Atlantic

Mario Bambea è un intellettuale romano della sinistra radical chic, in piena crisi esistenziale e professionale. I suoi saggi non interessano più a nessuno, la moglie lo tradisce con il suo consigliere/tirapiedi/manager, la sinistra non ha più punti di riferimento. Di ritorno da una presentazione, con il bagagliaio dell'auto pieno di invenduti, rimane vittima (forse) di un gravissimo incidente (un frontale con un camion), che lo lascia in coma per qualche giorno. Al risveglio, assunta una infermiera rumena esperta in casi come questi (Dragomira), inizia a manifestare uno sdoppiamento di personalità. Sotto casa c'è un teatrino off dove si svolgono spettacoli di cabaret becero, verso il quale Mario e Milly, la moglie, hanno pure presentato una petizione per chiuderlo. Eppure, quando si sveglia la notte, in preda alla sua seconda personalità, Mario si trasforma in una sorta di coatto, che si reca al teatrino, riba l'identità a tale Fabrizio Bizio Capoccetti, comico di scarsissimo livello, e, rubandogli pure i testi, ottiene un discreto successo. Comincia così una fase difficilissima per Mario stesso, per la famiglia e per gli amici.

Ottima idea di base per un tentativo molto interessante di miniserie tutta italiana, da un'idea del sempre meraviglioso Corrado Guzzanti, seppur già rivista (lo sdoppiamento di personalità che tende al perfetto opposto per mettere in luce contraddizioni palesi di fondo), messa in scena con la direzione del livornese Edoardo Gabbriellini (l'indimenticabile Ovosodo).
Partiamo dai difetti: la messa in scena è, come direbbe qualcuno, troppo italiana: si denotano scarsità di budget a partire dalla scena dell'incidente, inguardabile e improponibile. Insieme ad alcune recitazioni un po' troppo ingessate, ci sono però divertimento moderato e coraggio di fondo: la crisi di Mario Bambea è la crisi della politica della sinistra italiana, che, come dice qualcun altro, ci ha trasformato in persone di destra.
Si rivedono facce note della comicità italiana, ci si diverte a vedere personaggi dell'informazione televisiva italiana in camei nei panni di loro stessi, e vorrei concludere sottolineando la straordinaria prova di Virginia Raffaele nei panni della escort Marika.
Come detto più volte, si può fare bella televisione anche in Italia, ma ci vogliono le risorse.

"Dov'è Mario?" is an italian tv series that comes out from an idea of the marvellous Corrado Guzzanti, about the deep crisis of the italian left. Mario Bambea is an intellectual in crisis, his books don't interest to nobody anymore, his wife cheating on him; he suffer of a tremendous car accident, he stays in a coma for a few days, and when he comes out, he starts to show a double personality. This other character is a "coatto", a right-oriented lower class from Rome, in brief, the opposite of Mario.

This series shows that we can do good television also in Italy, but we need funds, over than good ideas. The idea is good, but the production is not too good.

20160811

Prestazioni umane

Human Performance - Parquet Courts (2016)

Come capita sempre più spesso ultimamente, mi sono imbattuto nel quinto disco del quartetto newyorkese senza averne mai sentito parlare prima. Vengono dal punk, ma potremo dire senza paura di sbagliare di molto che qui stiamo trattando di post punk, seppure l'impressione che si ha ascoltando Human Performance sia quella di ascoltare dei Clash americani e adattati ai tempi moderni. Andrew Savage (chitarra e voce), Austin Brown (chitarra e voce), Sean Yeaton (basso e cori), Max Savage (batteria), ad un primo ascolto sembrano dei dilettanti ma non lo sono, e per di più, scrivono canzoni impeccabili. I testi sono, se possiamo ancora usare questa parola, impegnati, e circuiscono l'ascoltatore con arrangiamenti scarni ma, come detto prima, ottimi pezzi. Non aspettatevi un assalto frontale, ma potreste rimanere conquistati ugualmente dall'ottima fattura di questo Human Performance.  



As always happens more often lately, I came across in the fifth album of this New York quartet, without ever having heard of them before. They come from the punk, but we can say without fear of making mistakes, that here we are dealing with post-punk, although the impression you get listening Human Performance is to listen to the American Clash, adapted to modern times. Andrew Savage (guitar and vocals), Austin Brown (guitar and vocals), Sean Yeaton (bass and vocals), Max Savage (drums), at first listen seem amateurs but they are not, and what's more, they write impaccable songs. The lyrics are, if we can still use this word, committed, and they take to the noose the listener with skinny arrangements but, as said before, excellent pieces. Do not expect a frontal assault, but you may be equally won over by the excellent invoice of Human Performance.

20160810

Love and Only Love

Neil Young and Promise of the Real, sabato 16 luglio 2016, Lucca, Piazza Napoleone

Come sapete, andare a concerti non è più, come è stata in passato per molto tempo, una delle mie attività principali. Se proprio devo, preferisco andare all'estero, dove le persone sono molto più civili, le venue sono fatte apposta e a misura di essere umano, e prediligo concerti "piccoli", pochi spettatori, atmosfera raccolta a prescindere dal genere musicale. Il Lucca Summer Festival però, devo ammetterlo, una piacevole eccezione: persone rilassate, artisti di quelli che non richiedono né pogo né strappi di capelli, poco stress. La scelta di Piazza Napoleone non l'ho mai capita (una piazza più larga che lunga con una statua gigantesca in mezzo), ma tant'è. Nonostante tutto ciò, non sarei mai e poi mai tornato a vedere un concerto di Neil Young, dopo essere riuscito a vederlo otto anni fa (e devo proprio dirlo, minchia come passa il tempo), se non fosse che la compagnia era di quelle di lusso. Il piacere di rivedere amici che sento tutti i giorni ma che non vedo così spesso, come Mazza, Iacopino ma soprattutto il sempregiovane Ndrullo, quest'ultimo anche gentilissimo regalatore di biglietto, è stata una spinta decisiva. 
Guardo con sufficienza la coda di 10 km che si è formata dal casello autostradale di Rosignano in poi, mentre io mi fermo a comprare le sigarette all'autogrill Fine, e alla cassa trovo una vecchissima amica, anche lei non pervenuta da un po' di tempo, così come fosse un buon auspicio, e raccolgo il ragazzo del sud (Ndru) alla stazione pisana. Attendiamo scherzando nel parcheggio gli altri due, dopo di che ci incamminiamo verso l'interno delle sempre splendide mura lucchesi. L'atmosfera è già quella delle grandi occasioni, ovvero quando rivedi persone dopo anni ed è come non fossero mai passati. Ci sediamo a prendere un aperitivo ad un baretto invitante, con un dj che mette musica veramente di merda, e ce la ridiamo osservando culi ed altre amenità in una deliziosa giornata di luglio. Avvistiamo allo stesso bar, nientemeno che Corinna Negri, che scopriamo essere lì per lo stesso nostro motivo. Poco a poco ci addentriamo nella piazza, vedo conoscenti e saluto, e poi comincia il concerto. So già che durerà troppo, e già mi prefiguro seduto ad un bar circostante a gustarmi un gelato, seduto, e invece resisterò stoico per tutte le due ore e quarantacinque minuti che il vecchietto canadese ci regalerà stasera. 
La prima parte del concerto è un amarcord (After the Gold Rush, Heart of Gold, The Needle and the Damage Done, Comes a Time, Mother Earth, con Neil solo sul palco con chitarra, armonica, e pure un organo), e devo dire che si parte bene. Poi entra la band di Lukas Nelson, uno dei figli di Willie Nelson, i Promise of the Real, nei quali figura (è proprio il caso di dirlo, visto che la chitarra potrebbe essere la stessa di Andrew Ridgeley, senza corde) pure il fratello di Lukas, Micah, e pian piano, il giocattolo si rompe e la serata diventa insopportabile, fino allo strazio degli estratti dall'ultimo The Monsanto Years. Nemmeno le due comparsate di Willie Nelson in persona servono a risollevarla. Vedere persone che si scatenano per una Harvest Moon, debbo dirlo pur sembrando snob, fa un po' ridere. Si chiude senza highlights (Hey Hey, My My e Rockin' in the Free World, giusto per dirne due, grandi assenti), una serata che comunque, è valsa la pena di vivere, ma più per gli amici che per altro.


I went to see this concert of Neil Young only because of my good friend Mazza, Iacopino and Ndrullo. Also if, to be a "big" concert, the Lucca Summer Festival is really relaxed, I would never came back to see Neil.

Anyway, I liked the first part with Neil solo with his guitar, harmonica and organ, playing and singing After the Gold Rush, Heart of Gold, The Needle and the Damage Done, Comes a Time, Mother Earth, but the other part with the Promise of the Real, the band of two sons of Willie Nelson (Lukas and Micah, both on the guitars), it wasn't for me. The setlist missed some huge songs of the past, but I was happy to be there with my friends.

20160809

Mah, l'amore

Malamore - The Limiñanas (2016)

Duo francese di Perpignan, Lionel e Marie Limiñana si ispirano al moderno low fi, a Gainsbourg e ai Velvet Underground. Lui canta (meglio, recita) in francese, lei canta in inglese, li accompagna una band, e mettono insieme musica orecchiabile e sinuosa, che pare venire più dal Texas che dalla Languedoc. Non è la mia tazza di té, ma c'è a chi potrebbero piacere.



French duo of Perpignan, Lionel and Marie Limiñana are inspired by modern low-fi, Gainsbourg and the Velvet Underground. He sings (better said, he act) in French, she sings in English, they are accompanied by a band and they build catchy and sinuous music, which seems to come more from Texas then from Languedoc. It is not my cup of tea, but there are people who might like it.

20160808

Il distributore di stregone elettrico, strega acida e di celebrazione orgia satanica

The Electric Warlock Acid Witch Satanic Orgy Celebration Dispenser - Rob Zombie (2016)

Forse, mi domandavo qualche giorno fa riflettendo su cosa scrivere in questa recensione, ci sono persone che Rob Zombie, all'anagrafe Robert Bartleh Cummings, non sa neppure chi è. Rapido (spero) recap: musicista, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico, fondatore della seminale band metal White Zombie, attivi dalla metà degli anni '80 alla metà abbondante dei '90. Dopo lo scioglimento di questa band, ha cominciato la carriera solista musicale, e si è contemporaneamente dedicato da un'altra delle sue passioni (passione che si evinceva già da stile musicale, abbigliamento e copertine dei dischi, temi delle liriche incluse), i film horror, con un certo successo. Lo stile, seppure qualcuno non lo riconosca prontamente, è sempre ironico, e questa è una delle cose che mi piacciono del personaggio (insieme alla moglie, la deliziosa Sheri Moon).
Il sesto disco solista di Zombie, dal titolo interminabile e dalla solita ironia, che arriva a tre anni dal precedente Venomous Rat Regeneration Vendor, e dalla durata leggermente indisponente di 31 minuti e 23 secondi, poco aggiunge a quello che l'artista ha già detto in passato, influenzando gente come Marilyn Manson, e influenzato da Kiss e naturalmente Alice Cooper, ma ci ricorda come gli piaccia (e ci piaccia) il metal che pesta duro, e pure un po' pacchiano. Che ci volete fare: abbiamo pregi e difetti.



Perhaps, I wondered a few days ago thinking about what to write in this review, there are people who Rob Zombie, born Robert Bartleh Cummings, does not even know who he is. Quick (hopefully) recap: musician, director, screenwriter and film producer, founder of the seminal metal band White Zombie, active since the mid-80s to the mid '90s abundant. After the disbanded, he began his musical solo career, and, at the same time, he dedicated to another of his passions (passion that we already understood from musical style, clothing and record albums, the lyrical themes included), horror movies, with some success. The style, even if someone does not recognize him promptly, always ironic, and this is one of the things I like of the character (and his wife, the lovely Sheri Moon).
The sixth solo album of Zombie, with an endless title and the usual irony, which comes three years after the previous Venomous Rat Regeneration Vendor, and with the slightly annoying lasting of 31 minutes and 23 seconds, adds little to what the artist has already said in the past, influencing musicians like Marilyn Manson, and influenced by Kiss and Alice Cooper of course, but it reminds us how he like it (and we like) metal that crushes hard, and even a bit tacky. What can we do, we have strengths and weaknesses.

20160807

Dente

Tooth - Raime (2016)

I Raime sono un duo, di base a Londra, che, come dicono in questa intervista al Guardian, vogliono "creare paesaggi". E i paesaggi sono foschi, cupi, industriali, pieni di tensione, come queste otto tracce che compongono questo loro secondo album. Le suggestioni sono le stesse che accompagnano i loro show dal vivo, mentre fanno scorrere immagini di Tarkovsky ed Herzog, loro si ispirano ai racconti di McCarthy, e ci riescono in pieno. Musica asimmetrica che parte dal dubstep, e si inoltra in territori sconosciuti, che regalano emozioni intense quanto la loro musica risulta rarefatta. Se volete esplorare nuovi orizzonti, dateci un ascolto.



Raime is a duo, based in London, which, as they say in this interview with the Guardian, wants to "create" landscapes. And the scenery is gloomy, dark, industrial, full of tension, as these eight tracks that make this their second album. The suggestions are the same that accompany their live show, while sliding Tarkovsky and Herzog images, they are inspired by the stories of McCarthy, and they succeed in full. Asymmetric music that starts from dubstep, and goes into unknown territories, which give intense emotions as their music is rarefied. If you want to explore new horizons, give it a listen.

20160805

La montagna cadrà

The Mountain Will Fall - DJ Shadow (2016)

Joshua Paul Davis detto Josh, conosciuto come DJ Shadow, è qui al quinto disco (non considerando Preemptive Strike, dato che era una raccolta di singoli), e nonostante non avessi mai ascoltato i suoi lavori precedenti, devo dire che c'è di che togliersi il cappello, davanti ad una ricerca musicale così strutturata, che prende il via dal cosiddetto instrumental hip hop, genere che lui stesso ha contribuito a fondare, e si estende nell'elettronica più sperimentale. Non perdendo di vista una parvenza di forma-canzone, inanella pezzi completamente strumentali, ad altri "cantati" (Nobody Speak con Run the Jewels, The Sideshow con Ernie Fresh, Pitter Patter con G Jones e Bleep Bloop), riuscendo a catturare l'attenzione dell'ascoltatore con atmosfere oniriche, ritmiche sinuose, ricerca melodica apprezzabile unita a un coraggioso e spavaldo uso dell'elettronica, dei samples e dell'effettistica.



Joshua Paul Davis, Josh for friends, known as DJ Shadow, here is at the fifth album (not considering "Preemptive Strike", as it was a collection of singles), and even though I had never listened to his previous works, I have to say let's take off our hats, in front of a structured musical research, which kicks off the so-called instrumental hip hop, a genre that he helped to found, and extends toward more experimental electronics. Not losing sight of a semblance of song format, he put together completely instrumental tracks, with other "sung" ("Nobody Speak" with Run the Jewels, "The Sideshow" with Ernie Fresh, "Pitter Patter" with G Jones and Bleep Bloop), managing to capture the listener's attention, dreamlike, sinuous rhythmic, melodic research valuable, combined with a brave and bold use of electronics, samples and effects.

20160804

Il suono di Freetown

Freetown Sound - Blood Orange (2016)

Personaggino interessante questo Devonté Dev Hynes (nato David Joseph Michael Hynes), londinese di padre sierraleonese (da qui il titolo di questo disco): già nei Test Icicles, poi da solo come Lightspeed Champion (due dischi), adesso come Blood Orange (qui al terzo disco), ha lavorato come autore per FKA twigs, Kylie Minogue, Solange Knowles, Sky Ferreira, Tinashe, Florence and the Machine, Carly Rae Jepsen, Diana Vickers, Chemical Brothers, ha collaborato con i Basement Jaxx, ha scritto un comic book e un paio di libri di racconti brevi.
Questo disco, leggerissimo ma interessante, indefinibile (come ha detto lui stesso) perché non troppo nero, affonda le mani in una certa dance anni '80 (in molti passaggi mi è parso di sentire gli Wham e altre cose ancora più indietro nel tempo), e al tempo stesso si avvale di una pletora di voci femminili pop (Carly Rae Jepsen, Better Than Me, Empress Of, Best To You, Debbie Harry, E.V.P., Nelly Furtado, Hadron Collider, Zuri Marley, Love Ya, ed altri ospiti meno blasonati, ma altrettanto efficaci), riuscendo tutto sommato a dare alla luce un disco omogeneo e piacevolmente pop.


Interesting character this Devonté Dev Hynes (born David Joseph Michael Hynes), London-born, by Sierra Leonean father (hence the title of this disc): already in the Test Icicles, then alone as Lightspeed Champion (two albums), now as Blood Orange (here the third album), worked as a writer for FKA twigs, Kylie Minogue, Solange Knowles, Sky Ferreira, Tinashe, Florence and the Machine, Carly Rae Jepsen, Diana Vickers, Chemical Brothers, has collaborated with Basement Jaxx, wrote a comic book and a couple of short story books.
This album, lightweight yet interesting, indefinable (as he himself said) because not too black, fishing with both hands into some dance music from the 80s (in many passages I thought I heard Wham and other things even further back in time) , and at the same time it makes use of a plethora of pop female voices (Carly Rae Jepsen, "Better Than Me", Empress Of, "Best to You", Debbie Harry, "E.V.P.", Nelly Furtado, "Hadron Collider", Zuri Marley, "Love Ya", and other guests less noble, but equally effective), succeeding after all to give birth to a homogeneous album, and nicely pop.

20160803

Rosa

Pink - Boris (2005/2016)

Abbiamo parlato già qualche volta dei giapponesi Boris, band longeva (sono arrivati a 23 dischi in studio) ma non troppo conosciuta da noi. Oggi vi segnalo semplicemente che uno dei loro dischi reputati più interessanti, Pink, originariamente uscito nel 2005, è stato ri-editato in una versione Deluxe. Disco durissimo, in alcuni passaggi addirittura acerbo, ma dall'energia devastante, tanto che ascoltandolo mi è venuta in mente una battutaccia tipo "c'è più spinta in uno di questi pezzi che in tutta la discografia dei Negramaro". In diversi momenti ho avuto l'impressione di stare ascoltando una versione dei Mudhoney più metal, più punk, più drone. Da recuperare.



We have already talked sometimes of the Japanese band Boris, long-lived band (arrived at 23 studio records) but not too well known here in Europe. Today I simply want to point out that one of their reputed most interesting album, "Pink", originally released in 2005, was re-edited in a Deluxe version. A very hard work, in some passages even unripe, but with devastating energy, in a way that, listening to it, I've come up with a jokes like "there is more energy in one of these tracks, than in all the discography of Negramaro". In some point, I had the impression to be listening to a metal/punk/drone version of Mudhoney. To recover it.

20160802

Dal vivo in California

Live! In California - Radio Moscow (2016)

Dopo quattro album in studio, celebrazione con un disco dal vivo, come si usava una volta: esattamente come il loro stile musicale. Come già saprete, se seguite questo blog, i Radio Moscow, creatura dell'eccellente polistrumentista (ma qui si limita a suonare la chitarra - lungamente - e a cantare) Parker Griggs, che finalmente ha trovato la quadratura del cerchio con due pards alla sua altezza, Paul Marrone alla batteria e Anthony Meier al basso, si nutrono di Grand Funk Railroad, Blue Cheer, Cream e The Jimi Hendrix Experience, e ti fanno sentire costantemente in una infinita jam session hard blues.
Registrato nel dicembre 2015, durante un paio di serate a Los Angeles, Live! In California propone pezzi dei quattro dischi in studio in versioni tiratissime, e piacerà smisuratamente agli amanti del genere.



After four studio albums, celebration with a live album, as it was used once: just like their musical style. As you may know, if you follow this blog, Radio Moscow, creature of the excellent multi-instrumentalist (but here merely to play the guitar - at length - and sing) Parker Griggs, who finally found the quadrature of the circle with two pards to his height , Paul Marrone on drums and Anthony Meier on bass, feed on Grand Funk Railroad, Blue Cheer, Cream and The Jimi Hendrix Experience, and make you feel constantly in an endless jam session of hard blues.
Recorded in December 2015, during a couple of evenings in Los Angeles, "Live! In California" proposes pieces of the four studio records in supersonic versions, and the lovers of the genre will be enormously grateful. 

20160801

Il colore in qualsiasi cosa

The Colour In Anything - James Blake (2016)

E così, il 27enne inglese è arrivato al terzo album. Vi raccontai il suo debutto, spiegandovi alcune cose, poi mi sono perso il suo secondo disco, Overgrown, uscito nel 2013. Non ha cambiato di molto il suo modo di fare musica, Blake: è ancora elettronica insieme a pianoforte (o tastiere), autotune a palla e cuori infranti. E' vero, è forse eccessivamente lungo (oltre 76 minuti), questo The Colour in Anything, forse qualche pezzo si poteva tagliare, ma rimane il fatto che il ragazzo riesce a creare un'atmosfera decadente e modernissima al tempo stesso, e a scrivere pezzi con il cuore in mano.



And so, the 27 year old Englishman arrived on the third album. I told you about his debut, explaining some things about his music, then I lost his second album, "Overgrown", released in 2013. He has not changed much his way of making music, Blake is still electronic and piano (or keyboard), autotune way too much and broken hearts. It's true, it is perhaps too long (over 76 minutes), this "The Colour in Anything", perhaps he could've been cutted a few pieces, but the fact remains that the boy is able to create decadent and modern atmosphere at the same time, and to write pieces with heart in hand.

20160731

Limonata

Lemonade - Beyoncé (2016)

Occupiamoci di Beyoncé Knowles, oggi. Anche stavolta ho letto recensioni incensanti, così come in occasione del precedente BEYONCE', e, se ricordate, dopo ripetuti ascolti non ero d'accordo. Stavolta, il primo ascolto è stato deludente, ma poi sono andato avanti, e alla fine sono rimasto abbastanza soddisfatto. B è, come tutti sapete, una ragazza piena di talento, oltre che molto bella, molto ricca eccetera. Stavolta sembra aver fatto combaciare il tutto, circondandosi di grandi collaborazioni, e costruendo un concept album, accompagnato da un mediometraggio omonimo, trasmesso da HBO. Il disco e tutto il concetto supporta l'autoconoscenza femminile e femminista, e il movimento Black Lives Matter.
Detto questo, accompagnato da liriche dure, impegnate ed autobiografiche, l'album è piacevole, mescola generi diversi e a volte insospettabili, abilmente fusi. Come ospiti troviamo James Blake (Pray You Catch Me, Forward), Jack White (Don't Hurt Yourself), The Weeknd (6 Inch), Kevin Cossom (Daddy Lessons), Malik Yusef (Sandcastles), Kendrick Lamar (Freedom), Diplo (All Night), Khalif Brown e Mike Will Made It (Formation), e come samples (ancor più sorprendenti) troviamo cose di Doc Pomus e Mort Shuman (cantato da Andy Williams), Yeah Yeah Yeahs e Soulja Boy, Led Zeppelin, Burt Bacharach, Panda Bear, Animal Collective, Alan Lomax, OutKast, e addirittura King Crimson. Difficile scegliere un pezzo preferito (forse il classico All Night), quel che è sicuro è che questo Lemonade (ispirato dal discorso che sentite alla fine di Freedom, di Hattie White, la nonna di Jay Z, marito di B, in occasione della festa per i suoi 90 anni; "I was served lemons, but I made lemonade") è un gran bel disco pop.



Let's talk about of Beyoncé Knowles, today. Again I read very positive reviews, as well as during the previous BEYONCE', and, if you remember, after repeated listening I did not agree. This time, the first hearing was disappointing, but then I went ahead, and in the end I was quite happy. B is, as you all know, a very talented girl, and very beautiful, very rich and so on. This time seems to have made it all fit together, surrounding herself with great collaborations, and building a concept album, accompanied by a medium-length film of the same name, broadcasted by HBO. The album and the whole concept supports women's and feminist self-knowledge, and the movement Black Lives Matter.
That said, accompanied by harsh lyrics, engaged and autobiographical, the album is nice, mixes different genres and sometimes unexpected, cleverly fused. Guests are James Blake (Pray You Catch Me, Forward), Jack White (Don't Hurt Yourself), The Weeknd (6 Inch), Kevin Cossom (Daddy Lessons), Malik Yusef (Sandcastles), Kendrick Lamar (Freedom), Diplo (All Night), Khalif Brown and Mike Will Made It (Formation), and as samples (even more amazing) we find things of Doc Pomus and Mort Shuman (sung by Andy Williams), Yeah Yeah Yeahs and Soulja Boy, Led Zeppelin, Burt Bacharach, Panda Bear, Animal Collective, Alan Lomax, OutKast, and even King Crimson. Hard to choose a favorite piece (perhaps the classic All Night), what is sure is that this Lemonade (inspired by the speech that you hear at the end of Freedom, by Hattie White, the grandmother of Jay Z, husband of B, at the party for her 90 years, "I was served lemons, but I made lemonade") is a great pop record.

20160729

Città annerite

Blackened Cities - Mélanie De Biasio (2016)

A parte il fatto che mi sento legato in qualche modo al Belgio (chi legge il blog, o chi mi conosce, sa perché), ultimamente, frequentando giocoforza (a "causa" del secondo aeroporto di Bruxelles, che ha un volo diretto da Pisa) i dintorni di Charleroi, ho scoperto che la presenza di discendenti italiani, figli o nipoti di emigranti che lavoravano soprattutto nelle miniere circostanti, è ancora fortissima, e molti giovani parlano un italiano colorito, sgrammaticato, ma simpatico. Prima o poi dovrò trovare l'occasione per visitare anche il centro di questa cittadina, anche perché ha dato i natali a questa trentottenne, splendida cantante di un jazz moderno e classico al tempo stesso. Madre belga e ovviamente, padre italiano, cantante e flautista, appassionata di rock e funk, autrice di due soli LP, A Stomach is Burning del 2007 e No Deal del 2013, ha da poco pubblicato un nuovo disco, che non si sa bene se definire LP o EP, di sicuro particolare: consta di una sola traccia, Blackened Cities, della durata di ben 24 minuti e 16 secondi, una cavalcata jazz-rock ispirata, ovviamente, a città industriali come (appunto) la sua Charleroi, immortalata nella bellissima foto di copertina da Stéphan Vanfleteren, e il pezzo potrebbe davvero sorprendervi.



Apart from the fact that I feel in some way linked to Belgium (who reads the blog, or who knows me, knows why), lately, attending for business reasons (because of the second airport of Brussels, which has a direct flight from Pisa ) the surroundings of Charleroi, I discovered that the presence of Italian descendants, children or grandchildren of immigrants who worked mainly in the surrounding mines, is still very strong, and many young people speak a colourful, ungrammatical, but nice Italian. Sooner or later I have to find the opportunity to visit the center of this town, also because it is the birthplace of this thirty-eight old, good singer of modern and classic jazz at the same time. Belgian mother and of course, Italian father, singer and flutist, passionate of rock and funk, authoress of only two LP, "A Stomach is Burning" of 2007, and "No Deal" of 2013, she has just released a new album, that it is not clear whether define LP or EP, surely particular: consists of a single track, "Blackened Cities", lasting 24 minutes and 16 seconds, a jazz-rock ride, inspired, of course, by industrial cities such as hers Charleroi, immortalized in beautiful cover photo by Stéphan Vanfleteren, and she could really surprise you.